PREDICE AI PERUGINI LA GUERRA CIVILE
1583 35. In altra occasione, Francesco predicava
nella piazza di Perugia a una grande folla ivi adunata. Ma
ecco dei cavalieri perugini irrompere armati in piazza in
groppa ai loro cavalli, così da sconvolgere la predicazione.
E nonostante le proteste degli uomini e delle donne che ascoltavano
attenti il discorso, quegli arroganti non la smettevano.
Francesco allora, rivolgendosi ai disturbatori con animo vibrante,
disse: «Udite e cercate di capire quello che il Signore
vi preannunzia per bocca di me, suo servo. E non state a dire:
Quello là è uno di Assisi!». Il Santo
disse questo perché tra assisani e perugini c'era un
odio grande. E seguitò: «Il Signore vi ha resi
grandi e potenti sopra tutti i vostri vicini. E per questo
motivo dovete essere più riconoscenti al vostro Creatore,
e mantenervi umili non solo davanti a Dio onnipotente, ma
anche nei rapporti con i vostri vicini. Purtroppo, il vostro
cuore si è gonfiato di arroganza e, invasati dall'orgoglio
e dalla potenza, voi devastate le terre dei vostri vicini
e molti ne ammazzate. Ora io vi dico che, se non vi convertite
subito a Dio e non riparate ai danni compiuti, il Signore,
che nessuna ingiustizia lascia impunita, a maggiore vendetta
e castigo e disonore vostro, vi farà insorgere gli
uni contro gli altri. Scoppiata la discordia e la guerra civile,
patirete tali tribolazioni quante i vostri vicini non potrebbero
infliggervi».
Invero, Francesco nelle sue predicazioni non taceva i vizi
del popolo che offendevano pubblicamente Dio e il prossimo.
Il Signore gli aveva dato tanta grazia che tutti quelli che
lo vedevano o udivano, piccoli o grandi che fossero, nutrivano
per lui uno straordinario timore e rispetto a causa dei grandi
carismi ch'egli aveva ricevuto da Dio. Per cui, anche quando
venivano rimproverati da lui, pur vergognandosene, ne restavano
edificati. E qualcuno si convertiva al Signore perché
il Santo, preoccupato per la sua situazione, pregava intensamente.
Pochi giorni dopo, Dio permise che tra nobili e popolo esplodesse
un conflitto. Il popolo cacciò dalla città i
cavalieri, e costoro con l'aiuto della Chiesa, devastarono
molti campi, vigneti, frutteti del popolo, facendo loro tutti
i malanni possibili. A sua volta il popolo guastò le
campagne, vigneti e frutteti appartenenti ai nobili. Così
i perugini patirono una punizione più grave di quelle
da loro inflitte ai vicini. E così si realizzò
alla lettera la predizione fatta da Francesco.